Tutti i mutui potranno essere sospesi. Secondo la norma introdotta nel comma 246 della legge di stabilità 2015 (legge 190/2014), infatti, l’ottenimento della sospensione del pagamento della quota capitale è un diritto di chiunque abbia contratto un mutuo.

Tale norma, quindi, istituisce un vero e proprio principio generale secondo il quale sia le imprese che le famiglie hanno diritto alla sospensione della quota capitale del mutuo per una durata massima di tre anni.

Purtroppo non è tutto rose e fiori come può apparire. L’applicazione della norma purtroppo, è vincolata principalmente da due fattori: in primis la disponibilità delle banche di erogare credito e poi le limitazioni che gli stessi istituti bancari porranno per limitare l’accesso alla sospensione dei mutui.

La crisi del credito sembra imminente: in questi giorni, infatti, le banche hanno ricevuto anche nuovi coefficienti patrimoniali minimi da rispettare più alti con il conseguente pericolo di trovarsi in seria difficoltà. La richiesta di allentare la stretta sul credito e la contemporanea richiesta di aumento di capitale rischiano di ripercuotersi in maniera diretta sulle famiglie e sulle imprese del nostro Paese. Appare evidente, infatti, che nonostante la norma sancisca l’impossibilità da parte degli istituti finanziari di rifiutare la richiesta di sospensione del mutuo, le banche stesse si vedano costrette a non poter allentare la morso sulla concessione del credito a causa delle sopraggiunte difficoltà a causa delle direttive giunte dalla BCE.

A sottolineare ciò è intervenuto Daniele Vaccarino, presidente della CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) e della Rete Imprese Italia, secondo il quale “è importate che si ponga un freno a tutti quei nuovi provvedimenti anti-credito che in maniera diretta finiscono per ripercuotersi sulle imprese di tutte le dimensioni. La decisione, presa dalla BCE, di innalzare ulteriormente i requisiti di capitale degli istituti creditizi non può essere presa ignorando completamente il conseguente impatto diretto dell’operazione sulle famiglie e le imprese e quindi su tutta l’economia reale”.