L’articolato regime giuridico dei cd. intermediari del credito è nuovamente in procinto di essere modificato: lo spunto è dato dal recepimento e attuazione in Italia della Direttiva 2014/17/UE in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali, meglio nota come Direttiva MCD (Mortage Credit Directive).

Viene reintrodotta la cd. “segnalazione” (D.Lgs 141/10 -art. 12 comma 1- quater) pur se svolta nel credito immobiliare e non indica nè un’attività di agenzia, né di mediazione creditizia se prestata a “mero titolo accessorio”.

Un Regolamento del MEF regolerà la materia.

Fondamentale sarà il nuovo ruolo affidato all’Organismo degli agenti e dei mediatori in quanto sembra evidente che il ripristino della norma sia indirizzato verso gli intermediari immobiliari, ma risulta difficile pensare che con il passare del tempo resti vincolata ai soli mutui immobiliari.

Considerando n. 74 della direttiva MCD: “Le persone che presentano o rinviano semplicemente un consumatore a un creditore o a un intermediario del credito a titolo accessorio nell’esercizio della loro attività professionale, ad esempio segnalando l’esistenza di un particolare creditore o intermediario del credito al consumatore o un tipo di prodotto offerto da detto creditore o intermediario del credito senza ulteriore pubblicità né intervento nella presentazione, nell’offerta, nei preparativi o nella conclusione del contratto di credito, non dovrebbero essere considerate intermediari del credito ai sensi della presente direttiva“.

Nota del M.E.F. del 21/12/2012 (D.Lgs. 141/2010): i segnalatori possono essere solo coloro che sono iscritti negli elenchi OAM (quindi solo agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi).

Appare evidente il contrasto tra il legislatore europeo e la rotta nazionale: per quale motivo ci si dovrebbe iscrivere all’albo per un “consiglio” fornito al consumatore? La Direttiva MCD esclude infatti l’applicazione della Direttiva (e del relativo regime di abilitazione) ai soggetti che segnalano a un cliente l’esistenza di un creditore o di un intermediario del credito. Previsione questa in contrasto con l’attuale disciplina nazionale che, a vantaggio della trasparenza del sistema e della tutela del cliente, prevede che i collaboratori di agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi (che entrano in contatto con il pubblico) siano legati a tali soggetti da un incarico conferito di agenzia ai sensi dell’art. 1742 c.c. (art. 17, co. 4 octiesD.Lgs. 141/2010).

E c’è un ulteriore aspetto da analizzare: quello presenza e, quindi, dell’imputazione, di eventuali costi legati alla segnalazioni e, in tale ambito, l’aspetto fiscale in caso di un onere legato alla segnalazione stessa. Tenendo conto del fatto che il consulente indipendente non avrà alcun rapporto con l’intermediario finanziatore, si evince che la “parcella” non potrà essere inserita nel calcolo del TAEG e quindi il consumatore non potrà avere contezza dell’intero costo del proprio credito. E ancora, non sono da escludere situazioni di doppio passaggio di intermediari creditizi, prima il consulente indipendente poi un agente o un mediatore.
La strada è impervia e l’auspicio è che la direzione comune sia quella della chiarezza e semplificazione dell’articolato regime esistente.

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