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L’OAM si è espresso chiaramente nei giorni passati, attraverso una comunicazione al mercato, al fine di prevenire possibili violazioni degli obblighi alla trasparenza nei confronti dei clienti o comportamenti che eludano la normativa in vigore. I mediatori creditizia dovranno comunicare alla banca erogatrice l’ammontare del compenso richiesto per la consulenza offerta alla loro clientela e tale importo contribuirà al calcolo del Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale).

Nella comunicazione n.°16, l’OAM precisa che “si sta assistendo alla diffusione progressiva di una prassi secondo la quale i mediatori creditizi propongono al cliente una consulenza ad hoc ( la cosìdetta ‘raccomandazione personalizzata’) volta, al termine di una valutazione ed analisi delle caratteristiche dei vari prodotti presenti sul mercato, ad individuare la forma di finanziamento più adatta al fabbisogno di quest’ultimo”.

Per tale raccomandazione, gli intermediari finanziari addebitano al cliente un costo che viene calcolato come extra e che quindi, non venendo comunicato agli istituti finanziari, non viene incluso nel calcolo del Taeg. A riguardo, l’OAM sottolinea che questa ‘raccomandazione personalizzata’ può in realtà essere svolta esclusivamente se finalizzata alla ricerca del contatto tra le parti per l’ottenimento del finanziamento. Ne consegue quindi che i mediatori hanno l’obbligo di comunicare tali importi ( compenso per la ‘messa in relazione’ più costo della consulenza) alla banca che procederà all’aggiornamento del Taeg onde evitare la violazione degli obblighi di trasparenza nei confronti del cliente dovuta alla divisione dei compensi.

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